lunedì 10 febbraio 2014

Boris Leonidovic Pasternak, Il dottor Zivago


"Ecco di chi sono geloso in modo folle, irrimediabile".
"Che dici? Non solo non lo amo, ma lo detesto".
"Credi di conoscerti così bene? La natura umana e specialmente quella femminile  è così ambigua e contraddittoria! Con qualche particella della tua repulsione forse tu sei succube di lui più di qualunque altro che pure ami di tua spontanea libertà, liberamente".
E' terribile quello che hai detto. E, come al solito, hai colto nel segno, tanto che quest'assurdità contro natura mi sembra vera. Ma è spaventoso allora!"
"Stai tranquilla. Non mi dare retta. Volevo dire che nei tuoi confronti io sono geloso di ciò che è oscuro, inconscio, che non si può spiegare, nè capire. Sono geloso degli oggetti della tua toeletta, delle gocce di sudore sulla tua pelle, delle malattie che sono nell'aria e che possono attaccarsi a te e avvelenare il tuo sangue. E, come di un'infezione di questo genere, sono geloso di Komarovskij, che un giorno ti strapperà a me, così come un giorno la mia o la tua morte ci dividerà. Lo so, tutto questo ti deve sembrare un oscuro groviglio. Ma non so dirlo in maniera più comprensibile e chiara. Ti amo follemente, da perdere la ragione, senza limiti.
- Boris Leonidovic Pasternak, Il dottor Zivago


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