martedì 31 agosto 2021

Pier Paolo Pasolini

 La conoscenza è nella nostalgia. Chi non si è perso non possiede.

 Pier Paolo Pasolini



Michela Murgia

 "Conosco molte donne e anche molti uomini che accettano relazioni per paura della solitudine. Relazioni dove il loro potenziale viene strangolato, e dove quello che sono e quello che possono fare viene dimezzato dalla fatica di adeguarsi ad aspettative false. Per amore si può fare molto male, non vuol dire che chi ti è accanto non ti ama, vuol dire che chi ti ama, ama solo l'idea di te che può accettare, tutte le altre le devi nascondere".

Michela Murgia



lunedì 30 agosto 2021

Roberto Benigni

 "La felicità, sì, la felicità. A proposito di felicità, cercatela! Tutti i giorni, continuamente, anzi, chiunque mi ascolti ora, si metta in cerca della felicità, ora, perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli ce l’hanno data in regalo, in dote ed era un regalo così bello che l’abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono. E molti di noi l’hanno nascosto così  bene che non si ricordano dove l’hanno messo ma ce l’abbiamo, ce l’avete. Guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della vostra anima, buttate tutto all’aria. I cassetti, i comodini che ci avete dentro, vedrete che esce fuori, c’è la felicità, provate a voltarvi di scatto, magari la pigliate di sorpresa, ma è lì. 

Dobbiamo pensarci sempre alla felicità e anche se a volte lei si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei. Fino all’ultimo giorno della nostra vita".

Roberto Benigni



Michela Murgia

 Ci sono anime che hanno addosso un’incrinatura segreta, una frattura sospesa che sfugge anche a chi la porta dentro. Quella linea sottile può restare invisibile per lungo tempo, animando l’illusione dell’intero come fa la crepa nel cuore di un piatto scheggiato. Quando quella frattura cede è sempre a causa di un niente: basta un grado in meno nell’aria a provocare la contrazione della materia e a metterne a nudo la ferita. Altre volte a far cessare il patto silenzioso delle molecole è un tocco lieve, uno sfiorare il bordo dorato del piatto senza altra intenzione che la carezza. Allora la finzione dell’integrità cade all’improvviso e rivela l’anima in cocci, irreversibile. Bisogna essere molto attenti per riconoscere nei gesti altrui il suono sordo della ceramica scheggiata. » 


Michela Murgia , Chirù



domenica 29 agosto 2021

Roberto Saviano

 L'educazione nel web, anzi l'educazione al web, sta ancora nascendo. Scegliere di usare un linguaggio piuttosto che un altro è fondamentale. Ogni contesto ha il suo linguaggio e quello dei social network per quanto diretto non è affatto colloquiale. Si nutre della finzione di parlare in confidenza a quattro amici,  -  il che giustificherebbe ogni maldicenza, ogni cattiveria  -  ma in realtà tutto quello che si dice è moltiplicato immediatamente all'infinito, ed è quindi il più pubblico dei discorsi. Non si tratta di essere ipocriti o politicamente corretti (espressione insopportabile per esprimere invece un concetto colmo di dignità), ma di comprendere che usare un linguaggio disciplinato, non aggressivo, costruisce un modo di stare al mondo. I linguisti Edward Sapir e Benjamin Whorf hanno teorizzato la relatività linguistica secondo cui le forme del linguaggio modificano, permeano, plasmano le forme del pensiero. Il modo in cui parlo, le cose che dico, e soprattutto come le dico, le parole che uso, renderanno il mondo in cui vivo in tutto simile a quello connesso alle mie parole. Se uso (non se conosco, ma proprio se uso) cento parole, il mio mondo si ridurrà a quelle cento parole. Noi siamo ciò che diciamo. Quindi il turpiloquio, l'insulto o l'aggressività costruiscono non una società più sincera ma una società peggiore. Sicuramente una società più violenta. I commenti biliosi degli utenti di Facebook e Twitter portano solo bile e veleno nelle vite di chi scrive e di chi legge. Purtroppo questa entropia del linguaggio sta contagiando anche la comunicazione politica, sempre all'inseguimento della grande semplificazione, della chiacchiera divertente e leggera, della battuta risolutiva. Spesso parole in libertà, senza riflessione, gaffe continue alle quali bisogna porre rimedio. La verità è che se ripeti in pubblico le fesserie dette in privato non sei onesto e gli altri ipocriti, sei semplicemente maleducato e in molti casi irresponsabile.

Roberto Saviano



Carl Gustav Jung

 "La solitudine è pericolosa. E ‘ dipendenza. Una volta che ti rendi conto di quanta pace c’è in lei, non vuoi avere a che fare con le persone".

Carl Gustav Jung




sabato 28 agosto 2021

Andrea Camilleri

 Gli sms, le e-mail finiranno con l’uccidere la corrispondenza tradizionale? Oggi la comunicazione della perdita del lavoro o della fine di un amore o della scomparsa di una persona cara avviene attraverso la brutale concisione alla quale questi mezzi quasi ci costringono. Gli innamorati non perdono tempo a scrivere “ti voglio bene”, mandano una sigla, tvb. E se si vuole far partecipi gli amici di un dolore o di una gioia, basta inviare loro il disegnino che mostra un faccino triste o sorridente. L’omologazione assoluta. Spero che i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli scienziati continuino a scrivere lunghe lettere agli amici, ai colleghi, alle loro donne. Altrimenti i nostri posteri non capiranno nulla dei nostri sentimenti, di com’eravamo.

 (Andrea Camilleri)



Bauman

 Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di difficoltà. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un mutuo ipotecato su un futuro incerto e imperscrutabile.


Bauman, Amore Liquido



Goethe

 Quelle sostanze che, incontrandosi, subito si compenetrano e si influenzano reciprocamente, le chiamiamo affini. Nel caso degli alcali e dei sali, che , seppur opposti, e forse proprio perché opposti, si cercano e si associano col massimo vigore, modificandosi e formando insieme un nuovo corpo, questa affinità è palese. […] Bisogna vedere in azione davanti ai propri occhi queste sostanze all’apparenza inerti, e tuttavia intimamente sempre disposte, ed osservare con partecipazione il loro cercarsi, attirarsi, distruggersi, divorarsi, consumarsi, e poi il loro riemergere dalla più intima congiunzione in forma mutata, nuova, inattesa.”

— Johann Wolfgang von Goethe, Le Affinità Elettive



venerdì 27 agosto 2021

Umberto Galimberti

 I giovani, anche se non sempre lo sanno, stanno male. E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui. [...] Bisogna educare i giovani a essere se stessi, assolutamente se stessi. Questa è la forza d'animo. Ma per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la propria ombra. [...] Di forza d'animo hanno bisogno i giovani soprattutto oggi perché non sono più sostenuti da una tradizione, perché si sono rotte le tavole dove erano incise le leggi della morale, perché si è smarrito il senso dell'esistenza e incerta s'è fatta la sua direzione.


Umberto Galimberti




giovedì 26 agosto 2021

Concita De Gregorio

 Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice «non urli, non è mica la prima». Imparano a cantare piangendo, a suonare con un braccio che pesa come un macigno per la malattia, a sciare con le ossa rotte. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, dei mari sui barconi, della città a piedi su e giù per gli autobus. Le donne hanno più confidenza col dolore. Del corpo, dell’anima. È un compagno di vita, è un nemico tanto familiare da esser quasi amico, è una cosa che c’è e non c’è molto da discutere. Ci si vive, è normale. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. Ignorarlo, domarlo, metterlo da qualche parte perché lasci fiorire qualcosa. È una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa. Concita De Gregorio



mercoledì 25 agosto 2021

Robert Doisneau

 "La vita è breve. Rompi le regole. Perdona in fretta. Bacia lentamente. Ama veramente. Ridi senza controllarti e non pentirti di niente che ti abbia fatto sorridere".


Robert Doisneau



Malala Yousafzai

 "Nascondevo i libri sotto un lungo scialle e andavo a scuola con il cuore pieno di paura. Cinque anni dopo, quando avevo 15 anni, i talebani cercarono di uccidermi perché avevo parlato del mio diritto a un’istruzione.

Come molte donne ho paura per le mie sorelle afghane.

Negli ultimi 20 anni, milioni di donne e ragazze afghane hanno ottenuto un’istruzione. Il futuro che era stato loro promesso ora sta per scivolare via.

Dobbiamo compiere delle azioni decise per garantire protezione e sicurezza alle donne e alle ragazze, per la sicurezza delle minoranze e per la pace nella regione".

- Malala Yousafzai, attivista globale per l’istruzione e Nobel per la pace




Corrado Augias

 Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo:

"A che serve studiare? Chi sa rispondere?".

Qualcuno osò rispostine educate: "a crescer bene", "a diventare brave persone". Niente, scuoteva la testa. Finchè disse: "Ad evadere dal carcere".

Ci guardammo stupiti. "L’ignoranza è un carcere. Perchè là dentro non capisci e non sai che fare.

In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?".

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.

Uno Stato democratico deve salvarli perchè è giusto. E perchè il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.

- Corrado Augias




martedì 24 agosto 2021

Charlie Watts

 Sono stato fortunato a non esserne mai stato schiavo,

ma per un periodo ho assunto eroina. Mi addormentavo

sul pavimento mentre registravamo “Some girls” e

Keith [Richards] mi svegliava dicendo

“Dovresti farlo quando sei più vecchio”.

Keith me lo disse davvero!

Ho smesso con qualunque altra cosa.


Charlie Watts(2 giugno 1941, 24 agosto 2021)


Franco Battiato

 «Cambiare idea è un dovere e una necessità, e non un capriccio o una debolezza; è una crescita

evolutiva. Un uomo DEVE cambiare idea, se non è contento di quello che è. Spesso ci sono persone contente di quello che sono perché non si sono affatto analizzate: magari uno è uno stronzo e continuerà a restare tale. È quando entra in campo la consapevolezza che subentra anche la crisi».

Franco Battiato



Bauman

 Sul piano sociale e psicologico, l’impatto più profondo della flessibilità consiste nel rendere precaria la posizione delle persone prese di mira e nel mantenerle precarie, con l’adozione di misure quali la sostituzione dei contratti a tempo indeterminato e garantiti dalla legge con assunzioni a termine o collaborazioni temporanee, che permettono il licenziamento immediato.

(Zygmunt Bauman)



lunedì 23 agosto 2021

Divi del cinema

 Sophia Loren e Marcello Mastroianni in "Ieri, Oggi, Domani", film del 1963 diretto da Vittorio de Sica





venerdì 20 agosto 2021

 In uno dei suoi ultimi post pubblicati sulla sua pagina Facebook, aveva scritto: 

"Sei il pittore della tua vita. Non dare il pennello a nessun altro".

Zaki Anvari aveva 19 anni ed era considerato uno dei talenti nella nazionale di calcio giovanile dell'Afghanistan. 

Il suo corpo è stato  ritrovato privo di vita nel vano carrello del  C-17A dell’esercito americano, schiacciato nella ressa mentre cercava di fuggire disperato dai talebani all’aeroporto di Kabul.



giovedì 19 agosto 2021

Straordinaria Monica

 “Lasciatemi l’emozione e tenetevi pure la memoria. Io non la voglio, perché è una truffa, e non la si può nemmeno portare in tribunale perché vincerebbe lei. La memoria non è con me, è contro di me. Sono anni che provo ad allontanarla, cancellarla, l’ho anche presa a schiaffi, a spintoni, e lei subisce tutto pur di restarmi in testa come un cappello di carta velina. Io non la voglio e lei lo sa. Ma qualche volta mi cade in braccio, e mi tocca cullarla. L’ho sentita anche ridere, ieri.”

Tratto da "Il letto è una rosa" , di Monica Vitti, Arnoldo Mondadori Editore, 1995




Anna Magnani

 "Chi ammiro io? Vuole dei nomi? No, è meglio che le dica che cosa ammiro. Io rispetto il talento, il vero talento che è tutto il contrario dei bluff; la fedeltà, la vera fedeltà che è tutto il contrario dell’amicizia superficiale e passeggera; e la sincerità, persino la crudele sincerità che è tutto il contrario dell’ipocrisia. Ecco che cosa ammiro io".


Anna Magnani



Piera Degli Esposti

 "Volermi bene mi ha sempre aiutata nelle dure prove della vita, quando sono stata stretta intorno a me, per proteggermi".


Piera Degli Esposti



mercoledì 18 agosto 2021

Coco Chanel

 "Alcune persone pensano che il lusso sia l'opposto della povertà.Non lo è. È l'opposto della volgarità." 

Coco Chanel



Oriana Fallaci

 "Ogni responsabilità è della donna, ogni sofferenza, ogni insulto. Puttana, le dite se ha fatto l'amore con voi. La parola puttano non esiste nel dizionario: usarla è un errore di glottologia".

Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato



Notizie dall' Italia

 Un'oasi naturale protetta  rischia di essere pesantemente danneggiata dal rave party illegale che è iniziato il 13 agosto al Lago di Mezzano, nel Viterbese e potrebbe durare ancora - secondo le intenzioni di chi lo ha organizzato - 

malgrado un ragazzo sia stato trovato senza vita, fino alla prossima settimana.




lunedì 16 agosto 2021

Carlos Drummond de Andrade

 Definitivo, come tutto ciò che è semplice.

Il nostro dolore non deriva dalle cose vissute,

ma dalle cose che sogniamo e che non si realizzano.

Perché soffriamo tanto per amore?

Sarebbe meglio che la gente non soffrisse,

e ringraziasse anche solo per aver conosciuto una persona tanto buona,

che generò in noi un sentimento intenso

che ci ha accompagnato per un tempo ragionevole,

un tempo felice.

Perché soffriamo ?

Per tutti i baci cancellati, per l’eternità.

Soffriamo, non perché il nostro lavoro è stressante e paga poco,

ma per tutte le ore libere

che non abbiamo avuto per andare al cinema,

per conversare con un amico,

per nuotare, per innamorarci.

Perché automaticamente dimentichiamo quello che abbiamo goduto

e cominciamo a soffrire per i nostri progetti irrealizzati,

per tutte le città che avremmo potuto conoscere a fianco del nostro amore,

per tutti i figli che avremmo avuto piacere ad avere vicino,

per tutti gli show, i libri e i silenzi che avremmo gradito condividere,

Soffriamo, non perché nostra madre è impaziente con noi,

ma per tutti i momenti in cui le avremmo potuto confidare

le nostre più profonde angosce

e fosse interessata a comprenderci.

Soffriamo, non perché la nostra squadra ha perso,

ma per l’ euforia soffocata.

Soffriamo non perché invecchiamo,

ma perché il futuro è da noi confiscato,

impedendo così che ci accadano mille avventure,

tutte quelle con le quali sogniamo e

mai tentiamo di sperimentare.

Come alleviare il dolore di ciò che non fu vissuto?

La risposta è semplice come un verso:

Avere meno illusioni e vivere di più!!!

Ogni giorno che vivo

mi convinco sempre più

che lo spreco della vita

è nell’amore che non diamo,

nelle forze che non usiamo,

nella prudenza egoista che non rischia mai,

e che, schivando la sofferenza,

fa perdere anche la felicità.

Il dolore è inevitabile.

La sofferenza è un accessorio extra.


Carlos Drummond de Andrade





Gino Strada

 "Ho vissuto in Afghanistan complessivamente 7 anni . Ho visto aumentare il numero dei feriti e la violenza, mentre il Paese veniva progressivamente divorato dall’insicurezza e dalla corruzione. Dicevamo 20 anni fa che questa guerra sarebbe stata un disastro per tutti. Oggi l’esito di quell’aggressione è sotto i nostri occhi: un fallimento da ogni punto di vista. Oltre alle 241 mila vittime e ai 5 milioni di sfollati, tra interni e richiedenti asilo, l’Afghanistan oggi è un Paese che sta per precipitare di nuovo in una guerra civile, i talebani sono più forti di prima, le truppe internazionali sono state sconfitte e la loro presenza e autorevolezza nell’area è ancora più debole che nel 2001. E soprattutto è un Paese distrutto, da cui chi può cerca di scappare anche se sa che dovrà patire l’inferno per arrivare in Europa. E proprio in questi giorni alcuni Paesi europei contestano la decisione della Commissione europea di mettere uno stop ai rimpatri dei profughi afgani in un Paese in fiamme".

Gino Strada



Simone de Beauvoir

 ′′ Non dimenticate mai che basta una sola crisi politica, economica o religiosa per mettere in pericolo i diritti delle donne. Quei diritti non sono mai da dare per scontati; devi rimanere vigile per tutta la vita."

    Simone de Beauvoir



Pray for Afghanistan

 “Sono una ragazza, un albero nel sole

Sono una messaggera che viene dalla terra della speranza

A ogni passo la primavera sboccia attorno a me

E le mura si trasformano in giardini bellissimi…”

- Testo della canzone "Dohktar Astam", che in lingua pashtun significa “Io sono una ragazza", intonata in coro dalle giovani studentesse afghane.


Pray for Kabul

 Boushra Almutawakel, serie “Madre, figlia, bambola”, 2010;  Museum of Fine Arts, Boston.



Rita Borsellino

 "La memoria è vita che si coltiva ogni giorno“.

Rita Borsellino



domenica 15 agosto 2021

Franco Battiato

 "Mi ricordo tutto e non dimentico nulla. Per esempio mi ricordo di un meraviglioso pianoforte che mi regalarono le suore all’età di 16 anni. Una mia amica mi disse che dovendo liberare un convento, lo vendevano a basso prezzo. Mi presentai e la madre superiora me lo sbolognò senza pretendere una lira. Pensava fosse rotto e invece era solo scordato. Mi sentii felice".


- Franco Battiato



venerdì 13 agosto 2021

Gino Strada

 "In Calabria  abbiamo finito. 

Il nostro intervento specifico sul coronavirus l’abbiamo concluso a Crotone, stiamo continuando la normale attività  con il nostro Poliambulatorio di Polistena. Abbiamo dato la nostra disponibilità anche a prendere in mano la gestione di diciotto ospedali chiusi ma per ora non ci ha risposto nessuno. La regione della chiusura è ufficialmente per ragioni di budget  ma al solito perché si è preferito sostenere la sanità privata. La gente ha perso la speranza di rivedere una sanità pubblica che funzioni. E poi ci sono le infiltrazioni della criminalità organizzata. Diciamo che sono strutturali più che infiltrazioni”.

Gino Strada



Gino Strada

 “Promettere costa poco, si dice, se poi non si mantiene l'impegno. E non farlo? Costa ancor meno, praticamente niente, basta girarsi dall'altra parte. Una promessa è un impegno, è il mettersi ancora in corsa, è il non sedersi su quel che si è fatto. Dà nuove responsabilità, obbliga a cercare, a trovare nuove energie. ”


-Gino Strada




Gino Strada

 "Io mi ostino a voler fare il mio lavoro, medico e chirurgo. Mi occupo giornalmente di sanità e medicina. Se qualcuno venisse a propormi di fare il ministro della Sanità risponderei che il mio programma è molto semplice: faccio una sanità d’eccellenza, spendendo la metà di quello che si spende oggi, eliminando il conflitto di interesse introdotto nella mia professione dalla casta politica: il pagamento a prestazione. Il nostro sistema sanitario era uno dei migliori al mondo, la casta, con la complicità dei medici, lo ha rovinato. L’interesse del medico è che la gente stia male, per fare più prestazioni. Ma nove milioni di persone non hanno più accesso alla sanità. Io eliminerei tutto questo. Ecco perché nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità. A me piacerebbe in futuro aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos’è un ospedale, non una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico”.”


Gino Strada






Gino Strada

 “In zone di guerra, non può valere il principio “prima il più grave”. Non ti puoi permettere di spendere tre ore a operare qualcuno con poche probabilità di sopravvivere. Consumi inutilmente energie e materiali, e, soprattutto, altre persone moriranno nel frattempo, mentre si sarebbero salvate se operate prima.

E allora devi cercare di fare “il meglio per la maggioranza” di quei feriti. Ce le ripetiamo spesso queste cose, per convincere noi stessi, ogni volta, che è la migliore delle soluzioni possibili. Ma non è facile, non lo è mai.

Spesso arrivano i dubbi, o i rimorsi, o un senso di impotenza. E spesso è difficile reggere il ruolo di chi è costretto a scegliere.”


— Gino Strada




Addio a Gino Strada

 Buon viaggio, Dottore. ❤


«La realtà di oggi preoccupa, c’è chi soffia sull’odio, chi inneggia alla violenza: siamo già dentro un nuovo fascismo. In Italia nessuno chiede perché, con milioni di poveri, abbiamo una spesa militare di miliardi.

Com’è possibile aver fatto negli ultimi 200 anni delle scoperte incredibili, realizzato cose impensabili in tutti i campi, nella medicina, la chimica, le nanotecnologie, ma non essere stati capaci di progredire sul piano etico? Capire che ammazzarsi tra noi è un non senso, è contronatura».

Gino Strada



mercoledì 11 agosto 2021

Lentamente muore

 Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco

e i puntini sulle “i”

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore

chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza

porterà al raggiungimento

di una splendida felicità.

Martha Medeiros


martedì 10 agosto 2021

Saramago

 Non dobbiamo avere paura

delle differenze d’opinione.

Se tutti la pensassimo allo stesso modo

il mondo sarebbe molto noioso.

Ma non vale la pena uccidere

per le differenze d’opinione.

Dobbiamo cercare di comprendere l’altro

per una semplice ragione:

perché noi siamo

l’altro dell’altro.

José Saramago



mercoledì 4 agosto 2021

Vittorino Andreoli

 La fragilità è un valore umano. Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione.

La fragilità è come uno scudo che ci difende dalle calamità, quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino.

Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.

—  Vittorino Andreoli, L'uomo di vetro



martedì 3 agosto 2021

Antonio Pennacchi

 "Io ci ho messo una vita a capire che la gente non dice mai quello che pensa. Dicono una cosa e ne pensano un'altra, poi la colpa è la mia che li prendo sul serio".

Antonio Pennacchi (26/01/1950 - 03/08/2021)



David Grossman

 Quando l’epidemia finirà, non è da escludere che ci sia chi non vorrà tornare alla sua vita precedente.

La presa di coscienza della fragilità e della caducità della vita spronerà uomini e donne a fissare nuove priorità.

A distinguere meglio tra ciò che è importante e ciò che è futile.

A capire che il tempo

e non il denaro

è la risorsa più preziosa.

Chi, potendo, lascerà un posto di lavoro che per anni lo ha soffocato e oppresso.

Chi deciderà di abbandonare la famiglia, di dire addio al coniuge, o al partner.

Di mettere al mondo un figlio, o di non volere figli.

Di fare coming out.

Ci sarà chi comincerà a credere in Dio e chi smetterà di credere in lui.

Ci sarà chi, per la prima volta, si interrogherà sulle scelte fatte, sulle rinunce, sui compromessi.

Sugli amori che non ha osato amare.

Sulla vita che non ha osato vivere.

David Grossman