Non c'è nulla più dell'onesta pretesa di mantenere distinto nella propria vita ciò che è pubblico da ciò che è privato, che ecciti l'interesse indiscreto delle piccole società perbene.
domenica 13 aprile 2025
Jorge Luis Borges, L'albero degli amici
Nelle nostre vite esistono persone che ci rendono felici per la semplice casualità di averle incrociate nel nostro cammino.
Alcune percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, altre che vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutte le chiamiamo amici e ce ne sono di diversi tipi. Forse ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce da un germoglio è il nostro amico papà e nostra amica mamma che ci mostrano com’è la vita. Poi vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio perché possano fiorire come noi. Passiamo a conoscere tutta la famiglia di foglie che rispettiamo e alle quali auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta altri amici, che non sapevamo di incontrare nel nostro cammino . Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno ciò che ci rende felici. E a volte uno di quegli amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora viene chiamato innamorato. Questo amico da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche gli amici “del momento“, di una vacanza di alcuni giorni o di alcune ore. Sono soliti collocare molti sorrisi sul nostro volto, per tutto il tempo in cui siamo vicini. Parliamo di quelli vicino, non possiamo dimenticare gli amici lontani, quelli che sono nella punta dei rami e che quando soffia il vento appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l'estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono un’altra estate e altre resteranno per molte stagioni.
Però ciò che ci rende più felici è che quelle che sono cadute continuano vicine, aumentando la nostra radice con allegria. Sono momenti di ricordi meravigliosi di quando le incontrammo nel nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, salute, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre… semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di sé, e si porta via un po’ di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non ci avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
Jorge Luis Borges, L'albero degli amici
Samuel Barclay Beckett (Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989)
Il 23 ottobre 1969 venne conferito il premio Nobel per la letteratura a Samuel Beckett con la seguente motivazione:
Samuel Beckett (Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989)
Le lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chissà dove, smette.
- Samuel Beckett, En attendant Godot, 1952sabato 12 aprile 2025
Alberto Angela
<<Ho la stessa curiosità di quando avevo sei anni.
Io sessanta anni proprio non me li sento. Alla mia età un greco o un romano erano già morti da venti anni. La vita si è allungata e l’età è quella che ti senti. Penso di essere un ventenne, forse un trentenne. Sarà che ho ancora i capelli, sono in forma, sto bene. Quando l’età impegnativa verrà, verrà.
Accetto la vita nel suo complesso, con le cose belle e quelle meno felici. Non bisogna tenere solo i muscoli allenati, ma devi tenere in forma il cervello con stimoli nuovi. Ho la stessa curiosità di quando avevo sei anni: è una cosa che aiuta.
Abbiamo un biglietto straordinario per il viaggio della vita. Dovremmo apprezzarla sempre: sentire il vento, la voce di una persona, vedere una partita con i figli. L’atteggiamento migliore è stupirsi>>.
Alberto Angela!