mercoledì 27 agosto 2014

Cesare Pavese

Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
Da" Il mestiere di vivere", 1935/50 (postumo 1952)

Cesare Pavese

I discorsi più veri sono quelli che facciamo per caso, tra sconosciuti.
Cesare Pavese

Cesare Pavese


La vera confidenza è sapere quel che desidera un altro, e quando piacciono le stesse cose una persona non dà più soggezione.
Cesare Pavese, La bella estate


Cesare Pavese


Amare senza riserve mentali è un lusso che si paga, si paga, si paga.
Cesare Pavese 

Cesare Pavese

Conta quello che si fa, non che si dice.
(Da "La casa in collina",romanzo scritto tra il 1947 e il 1948)
 

martedì 26 agosto 2014

Peggy Guggenheim (New York, 26 agosto 1898 – Camposampiero, 23 dicembre 1979),

« Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele ma non solo, ma è un grave errore:
vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. »
(Peggy Guggenheim)

Il gioco del mondo

Tocco la tua bocca,
con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertá scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna. Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre piú da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta piú da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente morderdosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profonditá dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori e di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore é dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte é bella. E c’é una sola saliva ed un solo zapore a frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.
Julio Cortazar, Il gioco del mondo