mercoledì 23 luglio 2014

Night in paintings

Ferdinand HodlerThe Night, 1889-1890

Libri nei film..

Miguel Bosè - Alessio Mainardi ne "Il garofano rosso", film del 1976 diretto da Luigi Faccini , tratto dal romanzo omonimo di Elio Vittorini.

Elio Vittorini

Fu con questo senso di enorme bontà che la baciai; e fu appena un battito di labbra contro le sue labbra, profondo e vivo però nella sua gentilezza. […] E mi chiesi: «È un bacio? È stato un bacio?».
— 
Elio Vittorini - Il garofano rosso

Letto inter nos

Mi accingo a rileggerlo...
"Nunc et in hora mortis nostrae. Amen.” La recita quotidiana del Rosario era finita. Durante mezz’ora la voce pacata del Principe aveva ricordato i Misteri Dolorosi; durante mezz’ora altre voci, frammiste avevano tessuto un brusio ondeggiante sul quale si erano distaccati i fiori d’oro di parole inconsuete: amore, verginità, morte; e mentre durava quel brusio il salone rococò sembrava aver mutato aspetto; financo i pappagalli che spiegavano le ali iridate sulla seta del parato erano apparsi intimiditi; perfino la Maddalena, fra le due finestre, era sembrata una penitente anziché una bella biondona, svagata in chissà quali sogni, come la si vedeva sempre.
Incipit de "Il Gattopardo"

Occhi blu capelli neri, Marguerite Duras


Lei dice che sono come se fossero imprigionati insieme in un libro e che, con la fine del libro, torneranno a dissolversi nella città, di nuovo separati. 
Marguerite Duras - Occhi blu capelli neri


Il gattopardo

“… le cinque dita di lui che s’incastravano nelle dita di lei, col gesto caro ai sensuali indecisi.”
Il gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa


martedì 22 luglio 2014

Frammenti di un discorso amoroso


L’attesa è un incantesimo: io ho avuto l’ordine di non muovermi.
L’attesa di una telefonata si va intessendo di una rete di piccoli divieti, all’infinito, fino alla vergogna…
proibisco a me stesso di uscire dalla stanza, di andare al gabinetto, addirittura di telefonare (per non tenere occupato l’apparecchio):
per la stessa ragione io soffro se qualcuno mi telefona..
l’idea di dover uscire tra poco, correndo così il rischio di essere assente al momento dell’eventuale chiamata riconfortante, del ritorno della madre, mi tormenta.
Tutti questi diversivi sono dei momenti perduti per l’attesa, delle impurità d’angoscia, poiché, nella sua purezza, l’angoscia dell’attesa esige che io me ne stia seduto in una poltrona con il telefono a portata di mano.. senza far niente.

R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso