lunedì 16 giugno 2014

Bambini vittime dell’orrore di certe famigliole - di Massimo Gramellini

L’assassino corteggia una collega di lavoro, ne viene respinto e si convince che la ragione del rifiuto sia la sua condizione di uomo impegnato, con moglie e figli a carico. Potrebbe divorziare o anche solo fermarsi un attimo. Ma la vita gli sembra una prigione e le responsabilità le sbarre di una gabbia. Il divorzio costa troppo, in termini economici e sociali. Così mette a letto i bambini, fa l’amore con la moglie, per sfogarsi o per calmarsi, ma non si sfoga e non si calma. Si alza, invece, e va in cucina a prendere un coltello. I bimbi cadono nel sonno, sacrificati come agnellini, La moglie muore da sveglia e fa ancora in tempo a chiedergli «perché». Bella domanda. Ma lui non risponde. Si lava le mani e va al bar a vedere la partita. 

L’avvertenza è d’obbligo: non è che tutte le famiglie siano come quelle che la cronaca nera spinge in avanti come sentinelle del nostro smarrimento. Non siamo diventati all’improvviso un popolo di assassini di ragazzine e sgozzatori di parenti prossimi. Chi varca i confini del delitto è sempre un estremista, però si muove in un contesto sociale che non ci è estraneo. La famiglia: luogo di convivenza forzata, culla e tomba di passioni, ma anche fabbrica di interessi e produttrice inesausta di misteri. Come autore di un romanzo a sfondo familiare mi è capitato di ritrovarmi depositario delle confidenze intime di lettrici e lettori che mi hanno fornito un catalogo impressionante di tutte le meraviglie e gli orrori che la cellula della società umana riesce a produrre: complessi, rancori, scoperte tardive, agnizioni, invidie, gelosie e bugie, tantissime bugie. A fin di bene, a fin di male, a fin di niente. Si vive dentro una bolla di non detti, si accumulano tensioni e illusioni e poi si esplode, per fortuna non sempre con gesti da codice penale, ma in modi comunque feroci che fanno vacillare le certezze. Ad esempio che ci si possa fidare almeno delle persone con cui si condividono le mura di casa.  

Lascio volentieri a sociologi e psicologi il compito di scandagliare gli abissi della comunità e della psiche umana. Il mio pensiero adesso va solo ai bambini: a quelli uccisi dal padre impazzito e ai figli del presunto assassino di Yara, segnati a vita da qualcosa di troppo grande e orribile per loro. Che i sopravvissuti non perdano mai la fiducia nel prossimo, perché gli angeli spuntano dove meno te lo aspetti e una vita passata a guardarsi le spalle è una condanna immeritata per chiunque, figuriamoci per degli innocenti.
Massimo Gramellini, La Stampa Editoriali, 17/06/2014


Diario del seduttore

“Legge eterna nell’amore è che due esseri debbano sentirsi come venuti al mondo l’uno per l’altro solo nel primo istante in cui hanno cominciato ad amarsi.”
— Diario del seduttore, Søren Kierkegaard



Michelangelo e il Novecento



Firenze, Casa Buonarroti, 18 giugno-20 ottobre 2014

Modena, Galleria civica, 20 giugno-19 ottobre 2014

 “Michelangelo e il Novecento”
 evento dedicato alla fortuna della figura e dell’opera dell’artista nel corso del secolo scorso che apre al pubblico a Firenze a partire dal 18 giugno e a Modena dal 20 giugno, per chiudersi, in entrambe le sedi, il prossimo mese di ottobre.

Orari e costi
Firenze Casa Buonarroti
ingresso (comprendente la visita del Museo della Casa Buonarroti)
€ 6.50 intero; € 8.50 cumulativo con il Complesso Monumentale di Santa Croce
€ 4.50 gruppi e scuole secondarie di secondo grado
€ 3.00 scuole primarie e secondarie di primo grado
orario: 10.00-17.00; chiuso il martedì
su prenotazione, aperture straordinarie fuori orario per gruppi
Modena, Galleria civica
ingresso gratuito
orari: dal 20 giugno all’11 settembre 2014 dal giovedì alla domenica dalle 19.00 alle 23.00
aperture straordinarie sabato e domenica 21 e 22, 28 e 29 giugno dalle 17.00 alle 23.00
dal 17 settembre al 19 ottobre 2014 dal mercoledì al venerdì dalle 10.30 alle 13.00
e dalle 16.00 alle 19.30
sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30
in occasione del Festivalfilosofia, venerdì 12 settembre apertura dalle 9.00 alle 23.00
sabato 13 dalle 9.00 all’1.00, domenica 14 dalle 9.00 alle 21.00

I grandi della letteratura italiana

Buongiorno 

Montale, Ungaretti e Quasimodo in una rara foto che li ritrae insieme

Gesualdo Bufalino

L’amore fra noi lo inventammo come in una prigione due detenuti inventano un telegrafo di segni mediante battimenti sul muro, strofette canticchiate da una finestra all’altra, messaggi sibillini scritti su rotolini di carta. Così cercammo, così trovammo l’alfabeto e la grammatica di una lingua che non c’era.
— Gesualdo Bufalino, Il malpensante

Gesualdo Bufalino

È più facile amare gli altri che se stessi. Degli altri si conosce il meglio.
Gesualdo Bufalino

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Gesualdo Bufalino

Se volete saperne di più su di voi, origliate dietro le porte.
Gesualdo Bufalino

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