sabato 28 gennaio 2017

Epistulae

Hannah,
ti saluto dalla “spiacevole distanza di tremila miglia” … l’abisso della nostalgia. Eppure ogni giorno sono felice che le cose siano così come sono. Ma molto spesso mi piacerebbe passare il pettine a cinque denti tra i tuoi capelli crespi, soprattutto quando la tua cara foto mi guarda dritto al cuore. Tu non sai che è lo stesso sguardo che brillava rivolto a me sulla cattedra – ah, era, è e rimane l’eternità, da lontano nella vicinanza.

Martin Heidegger a Hannah Arendt