lunedì 8 marzo 2021

Ipazia

 "Se mi faccio comprare, non sono più libera, e non potrò più studiare: è così che funziona una mente libera".


Ipazia ( in greco antico: Ὑπατία,  in latino: Hypatia; Alessandria d'egitto, 355/370 d.C - Alessandria d'Egitto, marzo 415 d. C), è stata una matematica, astronoma e filosofa greca antica. Rappresentante della filosofia neo- platonica pagana, la sua uccisione da parte di una folla di cristiani in tumulto, per alcuni autori composta di monaci detti parabolani, l'ha resa una martire del paganesimo e della libertà di pensiero.



Ipparchia (in greco: Ἱππαρχία, floruit circa nel 325 a.C.) (Maronia, IV secolo a.C. – circa 300 a.C.)

 

"Io, Ipparchia,

non scelsi opere di donne dalle ampie vesti,

ma la dura vita dei cinici,

non ebbi scialli ornati di fibbie,

né alte calzature orientali, 

né retine splendenti nei capelli,

ma una bisaccia col bastone,

compagna di viaggio e adatta alla mia vita,

e una coperta per giaciglio."

- Ipparchia, filosofa greca

Rita Levi Montalcini

 "Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l'accesso all'istruzione e alla leadership. E' alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace".

- Rita Levi Montalcini



Lella Costa

 "O troppo alta, o troppo bassa

Le dici magra, si sente grassa

Son tutte bionde, lei e’ corvina

Vanno le brune, diventa albina

Troppo educata, piaccion volgari

Troppo scosciata per le comari

Sei troppo colta preparata

Intelligente, qualificata

Il maschio e’ fragile, non lo umiliare

Se sei piu’ brava non lo ostentare

Sei solo bella ma non sai far niente

Guarda che oggi l’uomo e’ esigente

L’aspetto fisico piu’ non gli basta

Cita Alberoni e butta la pasta

Troppi labbroni non vanno piu’

Troppo quel seno, buttalo giu’

Bianca la pelle, che sia di luna

Se non ti abbronzi, non sei nessuna

L’estate prossima con il cotone

Tornan di moda i fianchi a pallone

Ma per l’inverno la moda detta

Ci voglion forme da scolaretta

Piedi piccini, occhi cangianti

Seni minuscoli, anzi giganti

Alice assaggia, pilucca, tracanna

Prima e’ due metri, poi e’ una spanna

Alice pensa, poi si arrabatta

Niente da fare, e’ sempre inadatta

Alice morde, rosicchia, divora

Ma non si arrende, ci prova ancora

Alice piange, trangugia, digiuna

E’ tutte noi, e’ se stessa, e’ nessuna.”

— Lella Costa




Marguerite Yourcenar

 La memoria delle donne somiglia a certi loro antichi tavolini da lavoro per cucire. Ci sono dei cassetti segreti: ce ne sono di chiusi da molto tempo che non si possono più aprire; ci sono dentro fiori secchi che sono ormai solo polvere di rose; e ci si ritrovano anche matasse imbrogliate, a volte qualche spillo”.

— Marguerite Yourcenar



Meryl Streep

 Più che femminista amo definirmi umanista; perchè amo, senza alcuna distinzione, l'intera umanità.

- Meryl Streep



Dacia Maraini

 Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite, sappiate che se volete diventare persone e non oggetti, dovete fare subito una guerra dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma contro voi stesse che vi cavate gli occhi con le dita per non vedere le ingiustizie che vi fanno. Una guerra grandiosa contro chi vi considera delle nemiche, delle rivali, degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria tutti i giorni senza neanche saperlo, contro chi vi tradisce senza volerlo, contro l’idolo donna che vi guarda seducente da una cornice di rose sfatte ogni mattina e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere, scintillanti di collane, ma prive di braccia, di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso(il dovere di amare ti fa odiare l’amore, lo so), un’amore senza scelte, istintivo e brutale.

Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire, donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà di intenti, libere infine di essere noi intere, forti, sicure, donne senza paura.

(Dacia Maraini)