venerdì 24 luglio 2015

Vitaliano Brancati

“Ho tanto bisogno di dire sciocchezze e vezzeggiativi per sfogare il mio amore e per riposarmi delle vere sciocchezze, ho bisogno di dire cose molto serie per purificarmi delle cose falsamente serie: dunque, ho bisogno di te.”

— Vitaliano Brancati a Anna Proclemer, 3 dicembre 1946 (da Lettere da un matrimonio)


Banana Yoshimoto

Sulla spiaggia, l'uomo è poeta.
Perché il mare è sempre il venti per cento più grande di come lo si era immaginato. Se sapendo questo si prevede una ampiezza adeguata, il mare sarà comunque il venti per cento più grande di quanto calcolato. E anche se uno se lo aspetta ancora più grande, ci troverà sempre quel venti per cento in più. Anche se ci si riempie il cuore con una distesa di onde, e si immagina invece la spiaggia piccola, non c'è niente da fare, c'è sempre quel venti per cento in più.
Sarà questo l'infinito?
(Banana Yoshimoto, Amrita)

Banana Yoshimoto

Quando eravamo abbracciati conoscevo parole che non erano parole.” 
- Banana Yoshimoto,Kitchen

giovedì 23 luglio 2015

Luchino Visconti

È lì, per quel film [Il Gattopardo], che mi ha insegnato tutto. [...] «Devi convincerti che tutto il corpo recita, non solo il viso: recitano le braccia, le gambe, le spalle... tutto.» [...] «Ricordati, gli occhi devono dire una cosa che la bocca non dice, perciò lo sguardo deve avere un certo tipo di intensità che contrasti quello che stai dicendo... [...] Devi separare il tuo viso in due: lo sguardo è una cosa; quello che dici, è un'altra...» [...] «Con ogni parte del tuo viso e del tuo corpo devi raccontare una storia diversa e contraria a quella che racconta l'altra parte del tuo viso e del tuo corpo». (Claudia Cardinale su Luchino Visconti)

Charles Bukowski

Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico, e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.”
— Charles  Bukowski


mercoledì 22 luglio 2015

Edward Hopper

"L'arte mediocre si limita a dire che è notte, ma la vera arte dà la sensazione della notte." (Edward Hopper)

Anna Magnani

Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perchè sei tu, e perché per piacerti c'hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese!
Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.
Quante volte me sò guardata allo specchio e me so vista brutta, terrificante.
Co sto nasone, co sti zigomi e tutto il resto. E quando la gente me diceva pe strada “bella Annì! Anvedi quanto sei bona!” io nun capivo e tra me e me pensavo “bella de che?”. 
Eppure, dopo tanti anni li ho capiti. 
C'ho messo na vita intera per piacermi.
E adesso, quando me sento dì “bella Annì, quanto sei bona!”, ce rido sopra come na matta e lo dico forte, senza vergognarmi, ad alta voce “Anvedi a sto cecato!”.
—  Anna Magnani