Renato Pozzetto

Vorrei sognare mia moglie, non è mai successo. Era molto spiritosa, è stato un grande amore, durato fino a dieci anni fa.
Ho mandato a c***re più io in tutta la storia del cinema italiano che nessun altro. Ma si sa…”il vai a c*** pirla”…oggi non lo si usa quasi più…. Chi riesce a fregarsene dei problemi poi alla fine vince sempre. Sono un appassionato di auto, ho figli e ho una bella casa fuori dalle balle. Mi mancano quelle belle vie di Milano vuote dove si girava in bicicletta. E la scena del trattore in piazza San Babila… fantascienza se pensiamo a cosa c’è oggi… Ma va bene così…. Oggi le persone vivono freneticamente con il taaac…. Se pensate alla velocità di tutto e tutti…. Accompagni i figli a scuola….taaaac…. Torni a casa e prepari da mangiare….taaaac…. Guardi tua moglie e pensi che ti sei sposato per amore e non per altro…..taaaac…
E la tua felicità è un taaaaac…. Che posizioni in fondo alle frasi perché in quel momento sei felice e infelice… Felice perché hai tante cose….infelice perché le cose che non avevi prima ti mettono a disagio in quel momento… E vorresti tornare indietro alla tua semplicità. E così la società d’oggi va forte… E i ragazzi sono pieni di troppe cose che non possono far nascere un qualcosa che si possa definire Trash… Anzi oggi c’è troppa poca leggerezza… E le generazioni mie Teocoli, Boldi, Abatantuono, Villaggio… Non le eguaglierà nessuno. Perché noi abbiamo fatto epoca…. Con le nostre vite, le nostre abitudini e le nostre tristezze e le nostre tragedie. Perché un comico che può far veramente ridere deve ”sorbirsi” esperienze di ogni genere… E la bellezza di una faccia che si riconosce è proprio questo… Se mi riesci a guardare negli occhi ti sentirai a casa… Una casa che si chiama ”Italiano”… Come le belle cose che si facevano tra il 1960 e il 1990…. Poi tutto diventa difficile… Ed è un peccato non per me che ho anche l’umbrela… Ma più per voi che ridete poco e vi divertite male. Provate dunque a usare un Taac per ogni cosa che fate…

Anche se siete tristi ripetetevi…. "Sono triste taaaaac…." "Sono felice taaaaac…." Vedrete che prima o poi un sorriso arriva. Ecco quello sono io.

Renato Pozzetto


Wall of Dolls di Milano incendiato

Milano: bruciato il Muro delle Bambole, installazione permanente contro la violenza sulle donne

«Confidiamo che non si tratti di un evento doloso,  ma se così non fosse i responsabili facciano un passo avanti, chiedano scusa e si adoperino per riparare il danno. Il muro non è solo una installazione permanente, è un’opera d’arte volta a sensibilizzare e coinvolgere. È della cittadinanza e fa piacere quando incontri gente che lo sente proprio come nel caso di Umberto Sbordone che ci ha subito avvisate e che ringraziamo. Il restauro, in ogni caso, avverrà in tempi rapidi perché questo luogo possa continuare a rappresentare un invito alla riflessione e un simbolo della lotta alla violenza sulle donne».
Le cofondatrici di Wall of Dolls

Paul Valery

Non c'è alcuna alternativa per gli esseri che si amano e si separano - bisogna disperarsi oppure dimenticarsi.

Paul Valéry, Quaderni, vol. quinto - Eros