lunedì 1 maggio 2017

Vinicio Capossela

Mi sono affezionato al Primo Maggio fin da bambino, quando in Emilia mi raccontavano che era stata la prima festa abolita dal regime e che i fascisti usavano manganellare i cappelletti che era uso mangiare tutti insieme per la festa dei lavoratori. Da allora l'ho sempre vissuta come un giorno di alto senso civile, perché è soprattutto nel lavoro che si misura la nostra capacità di vivere insieme”.
 (Vinicio Capossela)