venerdì 18 luglio 2014

Franca Rame



Mi vergogno di chi non si vergogna!
— Franca Rame alla manifestazione "Se Non Ora Quando?"

Franca Rame

La responsabilità di ogni azione infame compiuta dentro la collettività deve essere un atto imputato non ai singoli ma all’insieme di tutte le presenze responsabili.
In poche parole, nessuno può dirsi o pensarsi innocente riguardo ad atti indegni che si producono in un contesto di responsabilità collettiva. Un uomo, specie se di potere, che è al corrente dell’agire indegno che non solo danneggia economicamente la cosa pubblica ma che oltretutto intacca duramente la credibilità della giustizia e del suo operare, non può tirarsi o dirsi fuori dall’indegnità di ognuno dichiarando: “Io non c’ero, non ho visto… ho sentito sì parlare di questi intrallazzi ma non sono intervenuto a denunciarli in quanto non mi sentivo coinvolto!” […] 
Costoro si rendono colpevoli degli stessi atti infami commessi dai disonesti intrallazzatori e, se anche saranno in grado di dimostrare di non aver partecipato agli atti criminali che si sono svolti nell’ambiente in cui operano, la loro colpa non potrà essere giustificabile.
Per finire, chi vede, ascolta, conosce ma non denuncia l’atto infame è a sua volta colpevole quanto gli organizzatori primari dell’atto indegno.

Franca Rame

Nelson Mandela

L'istruzione e' l'arma piu'potente che si possa utilizzare per cambiare il mondo.
(Nelson Mandela)
Foto della mia borsa in stoffa che adopero per fare la spesa 


Nelson Mandela

Ho imparato che il coraggio non è l'assenza di paura, ma il trionfo su di essa. L'impavido non è colui che non prova paura, ma colui che diviene il padrone della propria paura.
(Nelson Mandela)

Fernanda Pivano

Quando si vede il mare si diventa miracoli
— Fernanda Pivano

Fernanda Pivano

Mentre il mondo cominciava a cambiare la sua faccia, mentre i jeans cominciavano a minacciare le sartorie e l’ Alta Moda, mentre i sacchi a pelo cominciavano a minacciare gli alberghi di lusso, mentre le magliette cominciavano a minacciare i ristoranti con l’ obbligo di cravatta, e intanto i capelli crescevano per gli uomini e si accorciavano per le donne, i passaporti venivano bruciati sulle pubbliche piazze come i libri ai tempi di Savonarola, i bianchi parlavano col dialetto negro e i negri parlavano col dialetto ebreo, abbraccio di tutte le minoranze, lotta di classe scavalcata dall’ abbraccio, sogno di scavalcare tutte le lotte, sogno di vivere soltanto per l’ esistenza, sogno di liberarsi per sempre da Super Io e conformismi, da doveri senz’ anima, da alienazioni senza futuro, denaro nemico, potere nemico, guerra nemica.
— C’ era una volta un beat - Fernanda Pivano