martedì 31 dicembre 2013

Buon 2014 !

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

I Petrali calabresi

I Petrali sono dei dolci natalizi tipici di Reggio Calabria.
Sono dei dolci di pastafrolla ripieni a forma di mezzaluna, con all'interno un ripieno ottenuto facendo macerare per molti giorni nel vino cotto e nel caffè zuccherato un tritato di fichi secchi, noci, mandorle, buccia di arancia e di mandarino.
L'esterno è di solito guarnito con una spennellata di rosso d'uovo sbattuto e diavoletti colorati (piccole palline di zucchero colorate); alternativamente possono essere guarniti con glassa di zucchero, con cioccolato fondente o cioccolato bianco.


Le mostre imperdibili del 2014


LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA
Il mito della Golden Age
Da Vermeer a Rembrandt
Capolavori dl Mauritshuis

Bologna, Palazzo Fava
8 febbraio - 25 maggio 2014


 APERTURA DELLE PRENOTAZIONI 11 NOVEMBRE 2013 
(call center +39 0422 429999)
     
 Per informazioni +39 0422 429999 



Giovanni Agostino Placido Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912)

Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.
Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell'aurora, sotto le porpore iridescenti dell'occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sé lacrime, ma quella cui segue l'oblio. Tale potenza nascosta donde s'irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l'orma nel cielo, come l'eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia. (Giovanni Pascoli – "Un poeta di lingua morta" del 1898, contenuta nella raccolta "Pensieri e discorsi" del 1914)

La pittura di Matisse

“La mia pittura, che era partita da una certa opulenza, si era sviluppata verso la chiarezza e la semplicità. Era manifesta la volontà di fare uso dell’astrazione dei colori e delle forme ricche, calde e voluminose, sulle quali tendeva a predominare l’arabesco. Le odalische erano i numerosi frutti di una felice nostalgia, di un sogno bello e vivo, e di un’esperienza vissuta quasi nell’estasi del giorno e della notte, nel fascino di un clima”.
(Henri Matisse)

Henri Émile Benoît Matisse (Le Cateau-Cambrésis , 31 dicembre 1869 – Nizza , 3 novembre 1954)

Occorre un grande amore, capace di ispirare e sostenere questo sforzo continuo verso la verità, questa generosità assoluta e questo profondo spogliamento che implica la genesi di ogni opera d'arte. Ma l'amore non è forse all'origine di tutta la creazione?.
[Henri Matisse,"Occorre guardare tutta la vita con gli occhi di un bambino", in "Tracce", febbraio 2011 ]

lunedì 30 dicembre 2013

La sacerdotessa del rock

“I miei peccati, me stessa, appartengono a me".

Patti Smith


Philip Roth, "Pastorale americana"

“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d’acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l’intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.”
— Philip Roth, Pastorale americana


Niccolò Ammaniti - Ti prendo e ti porto via

“L’ansia è una brutta cosa. 
L’ansia ti butta a terra, ti svuota e ti inquieta, sembra che una pompa invisibile ti stia aspirando l’aria che cerchi disperatamente di ingoiare. La parola “ansia” deriva dal verbo latino angere, “stringere”, ed è proprio questo che fa: ti strizza le budella e ti paralizza il diaframma, è un massaggio sgradevole al basso ventre e spesso si accompagna a brutti presentimenti.”
Niccolò Ammaniti - Ti prendo e ti porto via

Antica fiera dell'Epifania a Stilo (RC)

Tra le piazze di San Francesco, di San Giovanni e su tutte le aree pubbliche limitrofe si svolgerà a Stilo (RC), il 5 e 6 Gennaio 2014, l’antica fiera dell’Epifania.Ci saranno prodotti dell’artigianato tipico calabrese e specialità culinarie.
Info:
Comune tel. 0964/77.60.06
Proloco tel. 0964/77.50.13


BUON COMPLEANNO, PATTI!

Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.
(Patti Smith)

domenica 29 dicembre 2013

Stefano Benni, "Terra!"

All’università, ebbi una relazione con una giovane russa, allieva come me del Corso di matematica. Un giorno essa mi chiese: quanto mi ami? E io dissi “tanto” e spalancai le braccia. Lei disse che “tanto” era un’espressione numericamente ambigua e che io avrei dovuto portarle una dimostrazione più precisa della grandezza del mio amore. Io le portai la seguente: “Il mio amore eterno per te sarebbe esprimibile solo con una apertura delle mie braccia pari alla circonferenza del mondo al quadrato”. Essa ci pensò un po’ su e poi mi dimostrò che la frase poteva essere matematicamente espressa così A e (amore eterno) = a mc2 (Apertura bracciale Mondo Circonferenza al quadrato). Ma poiché le due “a” si potevano cancellare, in quanto termini uguali dell’equazione, restava

e = mc2
Ovvero la formula della relatività. Il mio amore non era quindi né eterno né grande, ma del tutto relativo nello spazio e nel tempo. Ciò dimostrato, essa mi lasciò.
Stefano Benni," Terra!"




"Zorba il greco", di Nikos Kazantzakis

Custodire la propria natura è farla essere. Soprattutto riconoscerla. Riconoscerla non è guardarla: è esservi aderenti, senza farne un oggetto, un contenuto, una descrizione di conoscenze psicologiche. La descrizione reifica, cristallizza la natura indicibile che ti abita e che cerca in te la sua espressione. La descrizione blocca il suo essere, la costringe in canali. Hai paura e allora non ti esponi totalmente a ciò a cui ti condurrà, a ciò che non sai. Imiti modelli e allora appari posticcio, falso. Hai già perso la tua nobiltà. Hai assunto artifizi, sei fuori dalla tua semplicità. Cerchi soluzioni mirabolanti, ti esalti solo davanti ai grandi effetti speciali, alle parole roboanti, alle sfrenatezze delle fantisticherie di una mente frustrata e in gabbia. E allora perdi il suono del mare, il bicchiere di vino, la bellezza dell’essere delle cose. Cerchi troppo in alto. Soprattutto il problema è che cerchi. E allora non vedi. Lo sai, te l’hanno già detto tutti, ma non lo sai mai fino in fondo: la retorica della felicità finalmente ha la sua fine quando capisci che la questione non sta nei contenuti, ma nell’atteggiamento.
Allora quando non hai più tensioni, attese, aspettative verso questa o quella cosa, questo o quell’evento, sei tutto aderente all’atto dell’attimo. Sei tutto preso. Non c’è dualismo, non c’è domanda, non c’è ricerca.


La Danza della Realtà di Alejandro Jodorowsky

 Un giorno ti renderai conto che le coppie non s’incontrano

 per caso: una coscienza sovrumana le unisce secondo 

 disegni prestabiliti.




Da "Jane Eyre" di Charlotte Brontë

La vita mi sembra troppo breve per trascorrerla coltivando 

risentimenti e prendendo nota dei torti subiti. In questo mondo 


siamo tutti, e non possiamo non esserlo, carichi di colpe.



giovedì 26 dicembre 2013

26 dicembre 1194: nasce a Jesi Federico II, lo Stupor Mundi


Federico II di Svevia Imperatore del Sacro Romano Impero (Jesi, 26 dicembre 1194 Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), re di Sicilia, re di Gerusalemme, re d'Italia e re di Germania. Sovrano Illuminato, riformatore dello Stato medievale, Stupor mundi ("meraviglia del mondo"), Puer Apuliae ("fanciullo di Puglia"), letterato e amante delle Scienze,favorì l'incontro fra le culture greca, latina, araba ed Ebraica. 

Buon compleanno a Beppe Severgnini!

"Le regole, nella lingua e in altre attività umane, non sono imposte a capriccio. Sono (quasi sempre) il distillato dell’esperienza, e producono risultati. Pensate al tennis o al golf. Il neofita pensa: vado in campo, colpisco la palla come mi pare, e vinco. Non è così. Quel principiante andrà incontro a una sconfitta disastrosa (e a una figura barbina). Le norme - i movimenti studiati di un rovescio e di un drive - sono il frutto di un perfezionamento e per adesso garantiscono il massimo dell’efficienza. Colpita in quel modo la palla viaggerà più forte, più lontano, più precisa.
Un giorno qualcuno inventerà di meglio: allora si cambierà. Ma saranno norme che sostituiscono altre norme. Il caos volenteroso non porta da nessuna parte. Chi sa colpire la palla vince la partita. Chi conosce la grammatica è più efficace di chi non la conosce. Il miraggio dell’originalità, di solito, porta solo alla confusione e all’incomprensibilità".

"L’italiano - Lezioni semiserie" di Severgnini

venerdì 6 dicembre 2013

Invictus di William Ernest Henley


Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.
Invictus è una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley (1849  1903).Il titolo  proviene dal latino e significa "invitto", ossia "mai sconfitto". Fu composta nel 1875  e pubblicata per la prima volta nel 1888 nel Book of Verses ("Libro di Versi") di Henley, dov'era la quarta di una serie di poesie intitolate Life and Death (Echoes) ("Vita e Morte (Echi)").In origine non recava un titolo: le prime stampe contenevano solo la dedica A R. T. H. B., un riferimento a Robert Thomas Hamilton Bruce, un affermato mercante di farina e fornaio scozzese che era anche un mecenate letterario. Il titolo Invictus fu aggiunto dallo scrittore e critico letterario Arthur Quiller - Couch  quando incluse la poesia nella sua fondamentale antologia della poesia inglese , Oxford Book of English Verse (1900).
All'età di 12 anni, Henley rimase vittima del morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi e a tentare una carriera giornalistica a Londra. Il suo lavoro, però, fu interrotto continuamente dalla grave patologia, che all'età di 25 anni lo costrinse all'amputazione di una gamba per sopravvivere. Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino all'età di 53 anni. Henley era amico di Robert Louis Stevenson, che si ispirò a lui per il personaggio di Long John Silver ne "L'isola del tesoro".
La poesia Invictus fu scritta proprio sul letto di un ospedale.
La poesia era usata da Nelson Mandela per alleviare gli anni della sua prigionia durante l'apartheid. Per questo è anche citata nel film Invictus - L'invincibile, del 2009, diretto da Clint Eastwood, in cui doppiaggio e titolatura in italiano hanno preferito la traduzione libera di invictus con invincibile, anziché con il significato più corretto di invitto,imbattuto,indomito

mercoledì 2 ottobre 2013

Porte aperte al pubblico gratuitamente con " La giornata del contemporaneo" sabato 5 ottobre 2013

Si terrà sabato 5 ottobre presso 800 musei e gallerie d'arte d'Italia la  9° edizione de "La giornata del contemporaneo", evento dedicato all'arte contemporanea, promosso dall'Associazione dei  Musei d' Arte Contemporanea Italiani (AMACI ) in collaborazione con il Ministero per i Beni  e le Attività Culturali.
Info su: www.amaci.org



martedì 1 ottobre 2013

Il 10 ottobre arriva in libreria la terza puntata della saga della scrittrice Helen Fielding

«3482 calorie (per lo più avanzi ), messaggi dal toy boy: 0».
Incipit del terzo capitolo della saga di Bridget Jones, intitolato "Mad about a boy".



"Anni felici", di Daniele Luchetti

Arriva nelle sale  dal 3 ottobre "Anni felici" , diretto da Daniele Luchetti, con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti, film autobiografico sulla famiglia dello stesso regista, ambientato nella Roma anni '70.

Marina Bellezza, il nuovo romanzo di Silvia Avallone

Un chiarore diffuso risplendeva da qualche parte in mezzo ai boschi, a una decina di chilometri dalla strada provinciale 100  stretta tra due colossali montagne nere. Era l’unico segnale che una forma di vita abitava ancora quella valle, sul confine nudo e dimenticato della provincia.


Richard Avedon (New York, 15 maggio 1923 – San Antonio, 1º ottobre 2004)




Nuvola Numero Nove, il nuovo album di Samuele Bersani

Nuvola Numero Nove è la traduzione letterale dell’americano cloud nine, che sta per “settimo cielo”. E io oggi mi sento lassù, felice. Non ho più bisogno di rifugiarmi nella mia bellissima infanzia, e l’ho sempre cantata....
Samuele Bersani







domenica 8 settembre 2013

Pietro Barcellona, La speranza contro la paura (ed. Marietti, 2012)

Nella società liquida del mercato globale dilaga la paura di massa, l'altra faccia della corsa sfrenata verso il godimento ed il consumo compulsivo di merci. Se si va più a fondo, oltre il velo della paura, si scopre che l'umanità è attraversata da una diffusa angoscia di morte, determinata da uno sviluppo economico che priva il mondo della sua realtà. Affinché riemerga la speranza è necessaria un'elaborazione del dolore, in una ricerca di alternative al presente, che ricostruiscano un legame tra persona, mondo e trascendenza.

sabato 7 settembre 2013

‪‎Incipit‬ di "L'amore graffia il mondo" di Ugo Riccarelli - Premio Campiello 2013


"La casa dei ferrovieri se ne stava piantata in mezzo a un fascio di binari, neanche fosse un capostazione. Aveva un unico grande portone e una sfilata di finestre bianche che a Delmo ricordavano una dentiera. L'ultima a destra era della sua camera da letto e quella mattina era l'unica spalancata, un buco nero che la faceva sembrare un dente mancante, o una carie appena visibile per lo spessore di una nebbia infame, densa come l'orzata che adesso inondava tutta la stazione impedendo quasi di vedere la torcia del Passi mentre segnalava lo scambio."


venerdì 2 agosto 2013

Abbraccio, di Blaga Dimitrova

Cuore nel cuore. Respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.
Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.
La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l’infinito intero del mondo.



Blaga Dimitrova 

Io non ti vedo, di Pedro Salinas



Io non ti vedo.
So bene che tu sei qui,
che sei dietro una parete fragile
di mattone e di calce,
alla portata della mia voce,
se io ti chiamassi.
Ma io non ti chiamerò.
Ti chiamerò domani,
quando non più vedendoti,
penserò che tu sia qui vicino,
al mio fianco,
e che basti oggi la voce
che ieri non volli dare.
Domani,
quando tu invece
sarai lontana,
al di là
d’una parete fragile
di venti,
di cieli e d’anni.

giovedì 1 agosto 2013

Brescia Romana

Brescia romana (l'odierna Brescia  in Lombardia; in latino Brixia) fu ri-fondata nell' 89 a.C.. dai Romani su un antico centro dei Galli Cenomani, divenendo poi colonia romana.
Il nome latino "Brixia"' (e anche la variante greca Vrixia, "Βρηξία") è ben documentato in epoca classica (CatulloLivioPlinio il Vecchio,Strabone, Tacito ed altri). Viene fatto solitamente risalire al termine celtico *brik/*brig (sommità, colle, altura) con vari riscontri in altre aree di influenza celtica (Bressa in Gallia, Brexa in SpagnaBressanone in Italia)
La zona dove sorse la città romana era frequentata fin dall'età del Bronzo (III millennio).
Tra le leggendarie origini vi è chi fa risalire le origini di Brescia ad Ercole, chi ne fa risalire la fondazione a Troe. La storiografia moderna appoggia quella per la quale Cidno, re dei Liguri, nella tarda età del bronzo invase la pianura Padana e, giunto presso il colle Cidneo al centro dell'attuale Brescia, ne fortificò la cima, nel punto in cui oggi sorge il Castello. Altri ancora sostengono che i primi abitanti del territorio bresciano furono gli Etruschi, che si stanziarono nella pianura cispadana.
L'evento di maggior importanza per la storia bresciana fu però l'invasione dei Galli Cenomani (IV secolo a.C.), i quali con l'ausilio degli Insubri stanziatisi in quella che oggi è la Lombardia occidentale, s'insediarono nella regione compresa tra l'Adige e l'Adda, facendo della futura Brixia la loro capitale.
Sobillate da Annibale, Asdrubale e Magone, intorno al 202 a.C. le tribù celtiche della Pianura Padana crearono una confederazione contro i Romani. Questa confederazione mosse guerra contro gli stanziamenti Romani nella pianura cis-padana; i Cenomani però, appena prima della battaglia, si allearono nuovamente e segretamente con i Romani (con i quali avevano già combattuto nel225 a.C. le altre tribù galliche e nel 218 a.C. i Cartaginesi al Trebbia) ed il giorno seguente attaccarono alle spalle gli Insubri, provocandone la totale disfatta. Pochi anni più tardi, unirono le loro armi con quelle degli Insubri e, dopo essere stati sconfitti da parte del console Gaio Cornelio Cetego (197 a.C.), presentarono la loro sottomissione, continuando ad essere fedeli alleati dei Romani. Questa battaglia diede inizio all'età romana.

Periodo romano-repubblicano (89-31 a.C.)

 Dal 196 a.C. ha inizio per Brescia l'età romana, che tuttavia non fu soggetta ad una vera e propria occupazione, ma ad una sorta di alleanza. Questa alleanza permise a Brescia nel 89 a.C., grazie alla lex Iulia de civitate (che conferiva la pienezza del diritto romano, assegnandola alla tribù della Fabii) di diventare municipio ed ottenere il diritto latino, per aver aiutato i Romani, insieme a Veneti, Galli e Liguri, a sconfiggere i socii Italici. Nel 49 a.C., allo scoppio della guerra civile, Aulo Gabinio fu richiamato da Cesare e gli fu affidato il comando delle operazioni nell'Illirico.Brixia divenne così parte del territorio romano ed ai suoi abitanti venne data la cittadinanza romana. Non a caso sappiamo del passaggio della legio X Veneria dalla città in questo periodo.

In epoca repubblicana il mondo "cenomane" godette di grande autonomia, poté auto-amministrarsi, battere moneta propria, mantenere una propria "cultura", ma con l'acquisizione della cittadinanza romana scomparve la dicitura "Cenomani" in favore di quella di "Brixiani".

Archeologia di Brixia repubblicana 

L'ampia terrazza che si estende tra il colle Cideneo ed il decumanus maximus cittadino, fu da sempre la sede religiosa della città. Qui a partire dal II secolo a.C. fu costruito un primo santuario per suggellare l'alleanza tra Romani e Galli Cenomani, che venne demolito quando Brixia divenne municipium di diritto latino nell'89 a.C. Fu quindi ricostruito in epoca sillana (in quattro celle, dipinte con affreschi del secondo stile pompeiano, con colonne di tipo corinzio) e scoperto nel 1956 (e scavato fino al 1961) sotto l'attuale pronao del Capitolium (di epoca flavia). Misurava 8,30 metri di larghezza e 10 di lunghezza totali, mentre le celle si erigevano su un podio alto 2 metri.





1 Agosto 1819: nasce Hermann Melville, autore di "Moby Dick".

  • "Ci sono certe bizzarre circostanze in questa strana e caotica faccenda che chiamiamo vita, che un uomo prende l'intero universo per un'enorme burla in atto, sebbene non riesca a vederne troppo chiaramente l'arguzia, e sospetti anzichenò che la burla non sia alle spalle di altri che le sue. Egli ingolla tutti gli avvenimenti, [...] non importa quanto indigeribili, come uno struzzo dallo stomaco robusto inghiotte pallottole e pietre focaie. E quanto alle piccole difficoltà e afflizioni, le prospettive d'improvvisa rovina, di pericolo della vita o del corpo, tutto questo, e perfino la morte, gli sembrano ingegnosi e amichevoli colpi, allegre spunzonature nei fianchi, somministrati dall'invisibile e inspiegabile vecchio mattacchione".


mercoledì 31 luglio 2013

X EDIZIONE MAGNA GRAECIA FILM FESTIVAL 27 LUGLIO - 4 AGOSTO CATANZARO PIAZZA BRINDISI - LUNGOMARE

SABATO 27 LUGLIO
PROIEZIONE FILM: BUONGIORNO PAPA' di EDOARDO LEO
Con la partecipazione di: MARCO GIALLINI E ROSABELL LAURENTI SELLERS
DOMENICA 28 LUGLIO
PROIEZIONE FILM: RAZZA BASTARDA di ALESSANDRO GASSMAN
Con la partecipazione di: MICHELE PLACIDO
LUNEDI' 29 LUGLIO
PROIEZIONE FILM: SALVO di ANTONIO PIAZZA e FABIO GRASSADONIA
Con la partecipazione di: FABIO GRASSADONIA e LUIGI LO CASCIO
MARTEDI' 30 LUGLIO
PROIEZIONE FILM: TUTTO PARLA DI TE di Alina Marazzi
Con la partecipazione di: Elena Radonicich
MERCOLEDI' 31 LUGLIO
PROIEZIONE FILM: VIVA L'ITALIA di MASSIMILIANO BRUNO
Con la partecipazione di: MASSIMILIANO BRUNO
GIOVEDI' 1 AGOSTO
PROIEZIONE FILM: TUTTI CONTRO TUTTI di ROLANDO RAVELLO
Con la partecipazione di: ROLANDO RAVELLO e KASIA SMUTNIAK
VENERDI' 2 AGOSTO
PROIEZIONE FILM: AMICHE DA MORIRE di GIORGIA FARINA
Con la partecipazione di: GIORGIA FARINA, CLAUDIA GERINI, SABRINA
IMPACCIATORE e CRISTIANA CAPOTONDI
SABATO 3 AGOSTO
PROIEZIONE FILM: MIELE di VALERIA GOLINO
Con la partecipazione di: VALERIA GOLINO e LIBERO DE RIENZO
DOMENICA 4 AGOSTO
SERATA CONCLUSIVA: PREMIAZIONE + PERFOMANCE MUSICALE ALESSANDRO MANNARINO

Biennale d’Arte Contemporanea MAGNA GRECIA - VII edizione

Biennale d’Arte Contemporanea
MAGNA GRECIA
Luogo: Collegio Sant’Adriano
Via Dante Alighieri, San Demetrio Corone (Cs)
Presidente: Maria Credidio
Direttore: Silvio Vigliaturo
Curatori: Massimo Garofalo, Andrea Rodi, Silvio Vigliaturo
Vernissage: sabato 3 agosto, ore 18:00
Periodo: dal 3 agosto al 2 settembre 2013
Orari: tutti i giorni, dalle 16 alle 20.
Info sede: tel. 0984482848
Info mostra: Ufficio stampa MACA
tel. 0119422568
info@museomaca.it
www.museomaca.it
biennalemagnagrecia.com
youngatart2013.com

Il piccolo principe - Incipit

Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato <Storie vissute della natura>, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell'atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno. C'era scritto:«I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede».
[Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, traduzione di Nini Bompiani Bregoli, Bompiani]

Pier Paolo Pasolini - Scritti corsari


"lo non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall'essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca...Forse qualche lettore troverà che dico delle cose banali. Ma chi è scandalizzato è sempre banale. E io, purtroppo, sono scandalizzato. Resta da vedere se, come tutti coloro che si scandalizzano (la banalità del loro linguaggio lo dimostra), ho torto, oppure se ci sono delle ragioni speciali che giustificano il mio scandalo."

Scritti corsari è una raccolta di articoli che Pier Paolo Pasolini pubblicò sulle colonne del quotidiano Corriere della Sera, Tempo Illustrato, Il Mondo, Nuova generazione e Paese Sera, tra il 1973 e il 1975,  e che comprende una sezione di documenti allegati, redatti da vari autori.



lunedì 29 luglio 2013

La notte (1961)

È davvero incredibile come non si ha più voglia di fingere, a un certo momento.

Giovanni Pontano (Marcello Mastroianni) e Lidia (Jeanne Moreau) ne "La notte",film del 1961 diretto da Michelangelo Antonioni

Titolo originaleLa notte
Paese di produzioneItalia/Francia
Anno1961
Durata115 min
ColoreB/N
Audiosonoro
Generedramma psicologico, sentimentale
RegiaMichelangelo Antonioni
SoggettoMichelangelo AntonioniEnnio FlaianoTonino Guerra
SceneggiaturaMichelangelo AntonioniEnnio FlaianoTonino Guerra
ProduttoreEmanuele Cassuto
FotografiaGianni Di Venanzo
MontaggioEraldo Da Roma
MusicheGiorgio Gaslini
ScenografiaPiero Zuffi
Interpreti e personaggi
Premi